Cosa significa qui "costa meno battuta"

Sul litorale tra Ostuni e Fasano non esistono spiagge segrete, e chi ve le promette vi sta raccontando una storia. Esistono invece tratti che restano meno frequentati perché non hanno servizi, perché l'accesso è a piedi, o perché ricadono dentro aree protette con regole precise. Sono luoghi reali, indicati sulle mappe e raggiungibili: semplicemente chiedono un po' più di preparazione e un po' più di rispetto.

Questo articolo mette in fila quei tratti, partendo da quello che si può fare in mezza giornata dalla villa. Il consiglio di fondo è sempre lo stesso: arrivare presto, portare con sé acqua e ombra, e ripartire senza lasciare traccia. Le mete dell'entroterra sono raccolte nella pagina dintorni.

Le cinque calette di Torre Pozzelle

Il tratto di Torre Pozzelle si trova a circa quattordici chilometri da Rosa Marina, verso sud, ed è il più selvatico della marina di Ostuni. Si compone di cinque piccole insenature di sabbia separate da ampi tratti di scogli bassi, con la macchia mediterranea che arriva fino al bordo dell'arenile. Alle spalle delle calette si conserva un raro bosco di ginepri secolari e una piccola zona umida, in un'area di poco più di una decina di ettari che concentra una biodiversità notevole.

A dominare il paesaggio resta una torre di avvistamento aragonese, costruita fra il 1565 e il 1569 a poche decine di metri dal mare per contrastare le incursioni turche, oggi crollata per metà. Le calette sono piccole e si riempiono in fretta nei giorni di agosto: se volete trovarle vuote, l'unica strada è arrivare nelle prime ore della mattina. Non ci sono servizi, quindi tutto quello che portate deve tornare indietro con voi.

Dentro il Parco delle Dune Costiere

A nord della villa si entra nel Parco Naturale Regionale Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, istituito con legge regionale nel 2006. Il parco copre circa millecento ettari nei territori di Ostuni e Fasano, lungo otto chilometri di costa, e comprende anche gli uliveti secolari e le masserie dell'entroterra immediato. È una delle poche occasioni in Puglia per vedere un cordone dunale ancora integro, coperto di ginepri e di macchia bassa.

Sul versante interno il perimetro segue il corso delle lame, le incisioni di erosione che scendono verso il mare, e comprende zone umide alimentate dai fiumi Grande, Piccolo e Morello, dove si fermano gli uccelli acquatici migratori. Il parco si presta molto bene alla bicicletta: dal centro visite partono percorsi su asfalto pianeggianti che seguono il tracciato dell'antica via Traiana, passano accanto a masserie fortificate e arrivano fino all'area archeologica di Egnazia. È un modo di vedere la costa che non richiede allenamento particolare.

Consiglio: Su questi tratti non trovate ombra né punti d'appoggio: portate acqua in quantità, un telo e scarpette da scoglio, restate sui sentieri segnalati e riportate via ogni rifiuto.

La costa rocciosa verso Costa Merlata

Tra Villanova e Torre Pozzelle, a circa dieci chilometri dalla villa, la costa cambia natura: la sabbia lascia il posto a una scogliera bassa continuamente interrotta da rientranze. È la Costa Merlata, che prende il nome proprio da questo profilo dentellato, simile ai merli di una fortificazione. Le insenature si susseguono una dopo l'altra, alternando piccoli fazzoletti di sabbia fine a piattaforme di roccia, con pini e ginepri che arrivano a ridosso dell'acqua.

È il tratto migliore per chi ama nuotare. Nelle calette si entra in acqua con gradualità, mentre a pochi metri, lungo le rocce, il fondale scende subito e diventa interessante anche con maschera e boccaglio. La scogliera è però irregolare e in parte scivolosa: le scarpette da scoglio non sono un vezzo, e con mare mosso è più prudente spostarsi su un arenile.

I sentieri tra dune e macchia mediterranea

Camminare è il modo più onesto di conoscere questa costa. I sentieri che attraversano il cordone dunale sono tracciati e segnalati, e attraversano una vegetazione molto specifica: ginepri arborei, lentisco, mirto, timo, cisto e leccio sul lato interno; sull'arenile, invece, piante pioniere come l'eringio marittimo e la santolina delle spiagge. Sono specie che tengono insieme la sabbia: è per questo che uscire dal tracciato fa un danno concreto e non solo formale.

La luce migliore è quella del primo mattino e quella dell'ora che precede il tramonto, quando il vento cala e i colori della macchia si scaldano. Un'ora e mezza di cammino basta per farsi un'idea del sistema dune-macchia-zona umida senza affrontare nulla di impegnativo. Poi si rientra, e la piscina della villa fa il resto.

Regole semplici in un'area protetta

Gran parte di questi tratti ricade in aree protette e in siti della rete Natura 2000, nati per tutelare habitat e specie a rischio. Le regole da rispettare sono poche e ragionevoli: restare sui sentieri e sulle passerelle, non calpestare le dune, non accendere fuochi, non lasciare rifiuti, tenere i cani al guinzaglio e non raccogliere piante. Sono anche le regole che permettono a questi posti di restare come li avete trovati.

Prima di andare, vale la pena verificare le informazioni pratiche sui canali ufficiali dell'ente parco o del Comune competente. Accessi, parcheggi e percorsi possono cambiare da una stagione all'altra. È un controllo di due minuti che evita di arrivare davanti a una strada chiusa con l'auto piena di bambini e ombrelloni.

Una base sulla costa giusta

Da Villa Armando raggiungete in pochi minuti sia le spiagge attrezzate sia i tratti più selvatici del litorale, e rientrate in giardino con la piscina tutta per voi. Scriveteci per informazioni.