Il centro storico e i vicoli imbiancati a calce
Ostuni si riconosce da lontano: un blocco compatto di case bianche arroccato su tre colli, con la piana degli ulivi che scende verso l'Adriatico. Il nucleo antico si sviluppa lungo i fianchi ripidi della collina, dentro il perimetro delle antiche mura, e si percorre soltanto a piedi. Il bianco non è una trovata recente: la calce viene usata da secoli, sia per rendere più luminosi vicoli molto stretti, sia come misura igienica nei periodi di epidemia. Salendo vi accorgerete che ogni rampa porta a uno slargo diverso, spesso con un arco, una scalinata o un cortile che si apre all'improvviso.
Conviene rinunciare a un itinerario rigido e lasciare che la pianta del borgo faccia il suo lavoro: le strade seguono un andamento concentrico e prima o poi riportano tutte verso l'alto, dove sorge la Concattedrale. In alta stagione il centro si riempie soprattutto nel tardo pomeriggio, quindi se cercate le vie più silenziose la mattina presto resta il momento migliore. Dalla villa si arriva in pochi minuti d'auto, e trovare posto nei parcheggi a valle del borgo è più semplice fuori dalle ore di punta. Nella pagina dintorni trovate le altre mete della zona.
La Concattedrale di Santa Maria Assunta
La Concattedrale occupa il punto più alto del centro storico ed è l'edificio che ordina tutto il resto. I lavori iniziarono nel 1435 e si conclusero fra il 1470 e il 1495: il risultato è una facciata di forme tardogotiche, divisa in tre parti da pilastri, con tre portali ogivali sormontati ciascuno dal proprio rosone. Quello centrale, molto più grande degli altri, è composto da ventiquattro raggi ed è racchiuso da cornici decorative con motivi vegetali.
Sopra il portale principale, nella lunetta, si riconosce un bassorilievo con la Madonna col Bambino tra angeli musicanti e una figura maschile inginocchiata ai loro piedi, tradizionalmente identificata con il vescovo che seguì la costruzione della chiesa. La parte centrale della facciata si chiude con un timpano formato da due segmenti d'arco, un profilo insolito che conviene guardare da qualche passo di distanza. La piazzetta davanti è piccola: se volete fotografare la facciata per intero, arrivate quando la luce è ancora bassa.
Le antiche mura e Porta San Demetrio
Il borgo era difeso da una cinta muraria rinforzata in età aragonese con bastioni e torri circolari, aperta originariamente da quattro porte. Oggi se ne conservano due: Porta Nova, sul lato occidentale, e Porta San Demetrio, che risale al XIII secolo e si apre verso oriente. Passare sotto l'arco di Porta San Demetrio è il modo più diretto per capire dove finiva la città e dove cominciava la campagna.
Il percorso più comodo per leggere l'impianto difensivo è il viale che segue l'andamento semicircolare delle mura medievali. Da lì si vedono in sequenza le torri e le due porte superstiti, senza affrontare le salite interne. È anche il tratto dove il panorama si apre di più, quindi funziona bene come passeggiata di apertura o di chiusura della visita.
Piazza della Libertà e la colonna di Sant'Oronzo
Ai piedi del centro storico si apre piazza della Libertà, il salotto della città e il punto in cui la maggior parte delle visite comincia. Al centro si alza la colonna dedicata a Sant'Oronzo, patrono di Ostuni: un monumento barocco di circa venti metri realizzato nel 1771 dallo scultore Giuseppe Greco. La decorazione è molto ricca e a mezza altezza si riconoscono le statue di alcuni santi.
La piazza è anche il cuore delle celebrazioni per il patrono, che ogni anno si svolgono alla fine di agosto e culminano nella Cavalcata di Sant'Oronzo, una sfilata di cavalli e cavalieri con bardature ricamate in rosso cremisi. Se il vostro soggiorno cade in quel periodo, tenete presente che il centro viene chiuso al traffico e conviene muoversi a piedi. Per date e programma aggiornati fate riferimento ai canali ufficiali del Comune di Ostuni.
Il Museo di Civiltà Preclassiche e la donna di Ostuni
Dentro il centro storico si visita il Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia meridionale. È allestito nell'ex monastero carmelitano di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, con l'annessa chiesa di San Vito Martire, e fu aperto al pubblico nel 1989. È un museo raccolto, che si percorre in meno di un'ora, e conserva il reperto che ha reso Ostuni nota anche fuori dalla Puglia.
Si tratta dello scheletro di una donna di circa vent'anni morta durante la gravidanza, vissuta circa ventottomila anni fa e chiamata popolarmente Delia. La sepoltura fu scoperta nell'ottobre del 1991 dal paleontologo Donato Coppola nella grotta di Santa Maria di Agnano, a pochi chilometri dal centro abitato. La donna fu deposta con la mano destra appoggiata sull'addome, in un gesto letto come una protezione del feto. Il museo espone gli scheletri originali di madre e feto, il calco della sepoltura e la ricostruzione della grotta.
I punti panoramici sulla piana degli ulivi
La parte della visita che resta più a lungo in mente non è un monumento ma un affaccio. Lungo le mura e nei belvedere del borgo lo sguardo scavalca i tetti bianchi e si posa sulla piana degli ulivi secolari, dove alcuni alberi hanno tronchi contorti fuori scala, fino alla linea del mare. È la stessa campagna che regge l'economia agricola del territorio, fatta di uliveti estesi e di masserie fortificate.
Il momento migliore è la fine del pomeriggio, quando la luce radente accende il bianco della calce. Una sosta di venti minuti su uno dei belvedere basta per chiudere la giornata. Da lì il rientro verso la costa è breve, e la villa resta la base comoda per fare un bagno e cenare con calma.
La Città Bianca a due passi
Villa Armando vi mette a otto chilometri dal centro storico di Ostuni, con piscina privata e giardino dove rientrare dopo la visita. Scriveteci per verificare le disponibilità.
